martedì 18 marzo 2014

Andrea Bruno: Per me "indie" non è "cute"

"I ragazzi che si avvicinano oggi al fumetto mi sembrano molto bravi e preparati da un punto di vista tecnico. Partono subito a bomba, un fattore positivo, perché bisogna fare esperienza senza aspettare un’ipotetica legittimazione esterna. Un altro aspetto positivo è che ci sono molte più autrici, non solo in Italia, e la loro presenza porta nuovi input, smuovendo l’atteggiamento un po’ nerd degli uomini in generale. Ma, con le dovute eccezioni, mi pare che vengano curati principalmente gli aspetti esteriori, come confezione, grafica, promozione e comunicazione sui social network a scapito del lavoro sul segno e sulla narrazione. Sta succedendo anche nella musica, in generale nell’indie, in cui emerge un immaginario legato all’estetica del cute. È sicuramente anche questione di gusti. Io non amo l’estetica alla Wes Anderson ormai dominante, ma bisogna anche dire che vengo da un altro mondo, in cui quando si parlava di musica indie si intendevano i Fugazi o il noise rock, non l’indie pop svedese… proprio un’altra cosa." (Andrea Bruno)